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Commissione Affari Economici e Giuridici

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Il programma InvestEU costituisce il seguito del Piano di Investimento per l'Europa, noto come "Piano Juncker". Con InvestEU la Commissione europea mira a stimolare gli investimenti, l'innovazione e la creazione di posti di lavoro stimolando investimenti per almeno 650 miliardi di euro. Il programma sarà composto da tre elementi: l’InvestEU Fund, destinato a mobilitare gli investimenti pubblici e privati utilizzando le garanzie del bilancio UE, l'InvestEU Advisory Hub, che dovrà fornire consulenza tecnica ai progetti di investimento in cerca di finanziamenti e l’InvestEU Portal che avrà lo scopo di fare incontrare progetti e investitori. Il programma durerà dal 2021 al 2027.

Il programma è stato approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE. Le cifre effettive, tuttavia, saranno stabilite dal Consiglio europeo.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
InvestEU sosterrà gli investimenti in quattro aree di intervento, tutte collegate al settore delle costruzioni, con una garanzia di bilancio di almeno 38 miliardi di euro secondo la proposta della Commissione europea:
- 11,5 miliardi di euro sono dedicati alle infrastrutture sostenibili, compresi i trasporti;
- 11,25 miliardi di euro serviranno per gli investimenti nella ricerca, nell'innovazione e nella digitalizzazione;
- 11,25 miliardi di euro sono previsti per facilitare l'accesso ai finanziamenti per le PMI e
- 4 miliardi di euro dovrebbero sostenere gli investimenti sociali e le competenze, compresa l'edilizia popolare.


Attività e date chiave

08/06/2018 – Proposta della Commissione europea
18/04/2019 – Accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio
Seconda metà 2020 ? – Accordo sul bilancio complessivo dell'UE

Il Comitato europeo di normalizzazione (CEN) ha istituito un nuovo Comitato tecnico sulla "integrità e la responsabilità negli appalti pubblici" (TC 461). L'obiettivo è quello di fornire degli orientamenti o dei requisiti su come le imprese debbano assicurare integrità, responsabilità e trasparenza nelle attività e nelle procedure legate agli appalti pubblici.

L’accento verrà posto in particolare sulla corruzione, la frode e il conflitto di interessi, ma molto probabilmente il lavoro sarà esteso anche ad altri aspetti. Infatti, nell'ambito delle attività del TC 461, è previsto che esso valuti la necessità di estendere il proprio lavoro ad argomenti quali termini e definizioni, concetti generali, migliori pratiche, linee guida per le procedure di appalto, liste di controllo e altri orientamenti di rilevanza.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Questi argomenti sono di grande rilevanza per il settore delle costruzioni. Le definizioni e i concetti futuri in quanto tali non avranno un legame diretto con la legislazione UE esistente (cioè le direttive UE sugli appalti pubblici del 2014), ma potrebbero diventare uno standard negli Stati membri. Allo stesso tempo, può essere un'opportunità per la FIEC di trasmettere alcuni messaggi che non sono stati inseriti nella legislazione UE esistente. Sono quindi stati nominati due esperti per conto della FIEC al fine di essere coinvolti a livello UE in questo Comitato tecnico. È anche importante che tutte le federazioni aderenti siano coinvolte a livello nazionale (cioè nel comitato specchio del CEN/TC 461 all'interno del loro ente nazionale di normazione).

Attività e date chiave

06/2019 – Prima riunione del CEN/TC 461
10/2019 – Prima riunione del gruppo di lavoro 1 (incaricato di elaborare il progetto di norma)
03/2020 – Primo progetto di norma disponibile (da confermare)

Nel maggio 2017 la Commissione europea ha pubblicato una proposta di modifica della Direttiva Eurobollo (1999/62/CE) relativa alla tassazione a carico degli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada per l'utilizzo di alcune infrastrutture. Il testo legislativo non impone agli Stati membri di applicare oneri sulla loro rete stradale. Tuttavia, nel caso in cui gli Stati membri introducano diritti d'utenza, devono rispettare le disposizioni della Direttiva. L'obiettivo principale della recente proposta, che modifica sostanzialmente la legislazione esistente estendendo il campo di applicazione per quanto riguarda i veicoli interessati (ora sono incluse anche le autovetture), è di fare progressi riguardo al principio "chi usa paga".

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
La FIEC si occupa della Direttiva per quanto concerne il finanziamento della manutenzione delle infrastrutture. Dopo la crisi economica, la spesa pubblica per la manutenzione delle strade è diminuita in modo significativo, comportando una serie di conseguenze economiche, sociali e ambientali negative. Si presume che le spese di manutenzione siano più resistenti ai cambiamenti dei bilanci pubblici quando sono collegate a tali fonti di finanziamento anziché alla spesa pubblica diretta. Per questo motivo, la FIEC chiede che le entrate generate dalla tassazione degli utenti siano attribuite in modo obbligatorio allo sviluppo di infrastrutture di trasporto sostenibili. Inoltre, la FIEC è favorevole a una maggiore trasparenza nell'utilizzo dei pedaggi e dei diritti di utenza riscossi.

Attività e date chiave

31/05/2017 – Proposta legislativa della Commissione
27/11/2017 – Documento di posizione della FIEC
02/05/2018 – La FIEC trasmette le raccomandazioni di voto alla Commissione TRAN
25/10/2018 – Il Parlamento europeo adotta la sua posizione in linea con le raccomandazioni della FIEC
17/09/2019 – La Presidenza finlandese dell'UE punta a una posizione comune
31/10/2019 – La Presidenza finlandese dell'UE presenta un secondo progetto di testo di compromesso per una posizione comune
28/02/2020 – La Presidenza croata dell'UE presenta un testo di compromesso modificato

Poiché le Direttive sugli Appalti Pubblici del 2014 contengono disposizioni sullo sviluppo degli appalti elettronici, la Commissione europea ha istituito un Gruppo di Esperti sugli Appalti Elettronici (EXEP), al fine di contribuire all'attuazione di tali norme a livello nazionale. Il gruppo è composto principalmente da rappresentanti delle amministrazioni nazionali degli Stati membri dell'UE che si scambiano informazioni sulle rispettive situazioni nazionali e ricevono assistenza, consigli e raccomandazioni dalla Commissione Europea su come procedere con i vari aspetti della digitalizzazione negli appalti pubblici.

La FIEC è riuscita ad ottenere un posto in questo gruppo di esperti che si riunisce due volte l'anno.
Inoltre, la FIEC è un osservatore del sottogruppo di recente istituzione dedicato all’eCertis. eCertis è una banca dati online che elenca i criteri di ammissibilità e le prove documentali necessarie in ciascuno Stato membro per partecipare agli appalti pubblici.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Gli operatori economici privati svolgono un ruolo cruciale nell'aiutare le amministrazioni nazionali a compiere la transizione verso gli appalti elettronici, in quanto le aziende sono tra gli utenti finali degli strumenti per gli appalti pubblici.

La FIEC ha contribuito, tra l'altro, ai lavori sulle questioni di interoperabilità, sull'accreditamento delle piattaforme, sull'implementazione del Documento di gara unico europeo in formato elettronico (ESPD); e interviene regolarmente per esporrei punti di vista e le esigenze del settore delle costruzioni in questo ambito.

Attività e date chiave

2014 – Istituzione del Gruppo di esperti sugli appalti elettronici (EXEP) della Commissione europea
05/2019 – Riunione del gruppo EXEP, Bruxelles
11/2019 – Riunione del gruppo EXEP, Bruxelles
18/02/2020 – Prima riunione del sottogruppo sull’eCertis

Il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria (CBVB) è il principale organismo di definizione degli standard internazionali per la regolamentazione prudenziale delle banche. Esso fornisce una sede per la cooperazione in materia di vigilanza bancaria. Il suo mandato consiste nel rafforzare la regolamentazione, la vigilanza e le prassi bancarie a livello mondiale allo scopo di accrescere la stabilità finanziaria. L'insieme degli standard definiti dal CBVB è noto come "quadro di Basilea". Tali standard costituiscono un sistema basato su tre "pilastri":
1) requisiti minimi di capitale e di liquidità,
2) una procedura di valutazione della vigilanza volta a garantire che le banche dispongano di capitale e liquidità adeguati per sostenere tutti i rischi della loro attività, ma anche per incoraggiare le banche a sviluppare e utilizzare migliori tecniche di gestione del rischio nel monitoraggio e nella gestione dei rischi e degli obblighi informativi che mirano a fornire ai partecipanti al mercato informazioni sufficienti per valutare i rischi materiali di una banca
3) adeguatezza patrimoniale e quindi incoraggiamento della disciplina di mercato da parte delle banche.

L'insieme di standard originale è stato definito nel 1998. Esso è stato rivisto nel 2004. Come reazione alla crisi finanziaria, il CBVB ha rivisto gli standard una seconda volta. Il risultato è noto come quadro di Basilea III. Nel dicembre 2017 sono state ultimate le riforme di Basilea III. Ora, devono essere attuate a livello europeo, il che richiede una modifica dela legislazione esistente.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Come tutta l'economia europea, il settore delle costruzioni dipende fortemente dalle banche per il finanziamento delle imprese, il finanziamento dei progetti e i prestiti per le attività immobiliari. In termini generali, per soddisfare i maggiori requisiti patrimoniali che saranno innescati dalle riforme, le banche dovranno adeguare i propri bilanci riducendo le dimensioni dei loro asset oppure raccogliendo capitali supplementari i cui costi potrebbero essere trasferiti sul prezzo del loro finanziamento. Data l'importanza del settore delle costruzioni per la crescita interna, un deterioramento delle condizioni di finanziamento ad esso applicate andrebbe di pari passo con effetti socioeconomici negativi.
Più precisamente, la FIEC osserva l'attuazione di Basilea III sotto tre aspetti principali: il finanziamento delle attività immobiliari, il finanziamento delle PMI e il finanziamento dei progetti di infrastrutture.

La FIEC sostiene che non possa esserci un approccio unico per l'attuazione dell'accordo di Basilea. Trattandosi di un accordo internazionale, esso si basa su un compromesso che trascura alcune delle specificità del finanziamento dell'economia dell'UE che, per esempio, è diverso dal modello statunitense. In particolare, l'economia dell'UE dipende in misura maggiore dai finanziamenti delle banche rispetto all'economia statunitense, dove sono i mercati di capitali a svolgere un ruolo predominante per il finanziamento delle imprese. Secondo le nostre stime, un'applicazione one-to-one degli standard di Basilea III comporterebbe a livello europeo la perdita di almeno 170.000 posti di lavoro nel settore delle costruzioni. La solidità delle banche europee e condizioni di finanziamento favorevoli non sono solo fondamentali per il settore delle costruzioni, ma anche per la crescita interna dell'UE in generale.

Attività e date chiave

Dicembre 2017 – Finalizzazione delle riforme di Basilea III
10/2019 - 01/2019 – Partecipazione della FIEC alla consultazione pubblica
Q2/2020 – Proposta legislativa della Commissione europea per l'attuazione di Basilea III
01/2022 – Scadenza per l'attuazione delle riforme di Basilea

Dall'inizio del 2018 la FIEC si è concentrata sulla questione cruciale della manutenzione delle infrastrutture di trasporto. La crisi economica ha portato a ingenti tagli alla spesa, sebbene le infrastrutture europee risalenti al dopoguerra, soprattutto i ponti, stiano invecchiando. Effettivamente, il ritardo accumulato nella manutenzione, cioè la quantità di lavori di manutenzione e di risanamento che avrebbero dovuti essere effettuati per mantenere le strade in buone condizioni ma che sono stati rinviati, sta crescendo considerevolmente. Tuttavia, il ritardo nella manutenzione comporta costi più elevati: ostacola la mobilità nel mercato interno, aumenta il rischio di incidenti e porta ad un aumento delle emissioni di CO2 causate dal settore dei trasporti. Inoltre, i "risparmi" derivanti dal ritardare la manutenzione si riveleranno essere falsi risparmi in quanto l'infrastruttura si degrada al punto da dover essere sostituita, il che è più costoso rispetto alla manutenzione continua. Tuttavia, la manutenzione delle infrastrutture è per lo più di competenza degli Stati membri e poche sono le azioni intraprese a livello nazionale per risolvere il problema.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
La manutenzione delle infrastrutture è un'importante fonte di ricavi per il settore. Una manutenzione regolare delle infrastrutture significa un'attività continuativa per l'industria delle costruzioni. A livello europeo, diversi fascicoli normativi riguardano anche la manutenzione delle infrastrutture. Per quanto riguarda il finanziamento, la FIEC chiede che parte dei fondi UE dedicati alle infrastrutture dei trasporti vadano a coprire anche il fabbisogno di manutenzione, come il meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility) o il programma InvestEU. In un'ottica analoga, la FIEC sollecita un sistema di earmarking (attribuzione) obbligatorio per quanto riguarda la Direttiva Eurobollo, al fine di assegnare i ricavi generati dai pedaggi alle infrastrutture sostenibili. La FIEC ha inoltre chiesto un'ambiziosa revisione della Direttiva sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali per indirizzare meglio gli investimenti nelle infrastrutture sulla base di valutazioni della sicurezza. Purtroppo, la Direttiva prevede solo ispezioni visive della superficie, mentre l’integrità strutturale è esclusa dal suo campo di applicazione.
Inoltre, la FIEC sta valutando la possibilità di creare una rete informale di associazioni europee dedicate alla promozione dell’argomento.

La FIEC è attiva in particolare anche sulla sicurezza e la manutenzione dei ponti. La rilevanza dei ponti nella rete dei trasporti è enorme. Le chiusure dovute a lavori di manutenzione straordinaria comportano notevoli conseguenze economiche, sociali e ambientali. Il crollo del ponte Morandi a Genova nel 2018 ha anche dimostrato che quando i ponti non vengono mantenuti correttamente sono in gioco vite umane. La FIEC promuove l'idea di un manuale per i ponti che aiuti a individuare meglio le esigenze di sicurezza e di manutenzione e quindi ad orientare gli investimenti.

Attività e date chiave

23/04/2018 – Riunione della FIEC sulla manutenzione delle infrastrutture
12/06/2018 – Riunione con la DG MOVE
25/09/2018 – Evento sulla manutenzione delle infrastrutture nell'ambito dell'intergruppo del Parlamento europeo sugli investimenti a lungo termine, co-organizzato dalla FIEC
26/03/2019 – Riunione della FIEC sulla manutenzione delle infrastrutture
29/03/2019 – Riunioni con la DG MOVE e la DG GROW
24/09/2019 – Riunione con la DG MOVE
05/11/2019 – Riunioni con la DG MOVE e la DG GROW
18/11/2019 – Riunione con le associazioni europee
03/2019 – La FIEC contribuisce allo studio della Commissione europea per la valutazione del Libro bianco sui trasporti 2011
(?)06/2021 – Conferenza sulla Sicurezza dei Ponti a Strasburgo

Nel 2012 la Commissione europea ha pubblicato una proposta di Regolamento sull'accesso di beni e servizi di paesi terzi al mercato degli appalti pubblici dell'Unione europea e procedure a sostegno dei negoziati sull'accesso di beni e servizi dell'Unione ai mercati degli appalti pubblici di paesi terzi - noto anche come Strumento per gli appalti internazionali (IPI). L'obiettivo principale è consistito nell'aumentare il peso dell'UE nelle negoziazioni al fine di raggiungere la reciprocità per quanto riguarda l'accesso delle imprese europee ai mercati degli appalti dei paesi terzi. In sostanza, quando un paese terzo non aderente all'accordo dell'OMC sugli appalti pubblici (AAP) limita l'accesso al mercato per le imprese europee, gli operatori economici di tale paese potrebbero essere soggetti a misure restrittive da parte della Commissione europea. Non essendoci stata una maggioranza a favore della proposta nel Consiglio dell'UE, la Commissione europea ha presentato una proposta modificata nel 2016. La nuova proposta indebolisce chiaramente lo strumento. Limita le potenziali misure restrittive a sanzioni sui prezzi e vieterebbe alle amministrazioni aggiudicatrici nazionali di escludere le offerte provenienti da paesi non aderenti all’AAP dalle proprie procedure di gara. Negli ultimi anni questo fascicolo legislativo è stato bloccato in quanto il Consiglio non è riuscito a trovare un accordo su un approccio comune. Tuttavia, il Consiglio ha recentemente ripreso i lavori sul fascicolo.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
La FIEC affronta questa questione in collaborazione con l'European International Contractors (EIC) e l'European Dredging Association (EuDA). Occupandosi di questioni relative al mercato interno, la FIEC considera l'IPI come un veicolo per prevenire la concorrenza sleale sul mercato interno, mentre i nostri partner affrontano le sfide esterne. Negli ultimi anni, osserviamo un numero crescente di enormi progetti infrastrutturali che vengono assegnati a imprese statali cinesi (State-owned enterprises, SOE) che offrono prezzi estremamente bassi con i quali le imprese private europee non possono competere. La FIEC è preoccupata soprattutto per il fatto che la proposta dell'IPI, nella sua forma attuale, aprirebbe completamente il mercato degli appalti dell'UE agli offerenti dei paesi terzi, minando al contempo le vigenti disposizioni di legge in materia di appalti pubblici. Pertanto, la FIEC chiede diverse modifiche alla proposta. La cosa più importante è garantire che l'IPI sia complementario alla normativa esistente e non prevalga su di essa.

Per assicurare condizioni paritarie sul mercato interno sono necessarie ulteriori azioni che vadano oltre l'IPI. Ad esempio, i regolamenti antidumping dell'UE dovrebbero essere applicati anche ai servizi, e non solo alle merci. Inoltre, la FIEC chiede che venga effettuata una verifica sugli aiuti di Stato ogni volta che un’impresa di un paese terzo vuole partecipare a una gara d'appalto. Inoltre, poiché non esiste una definizione giuridica di “offerte anormalmente basse”, la FIEC chiede che venga istituito un meccanismo di controllo per limitare il margine di manovra delle amministrazioni aggiudicatrici quando si tratta di esaminare tali offerte. In un'ottica analoga, il prezzo non deve essere l'unico criterio per individuare l'offerta economicamente più vantaggiosa.

Attività e date chiave

21/03/2012 – La Commissione europea pubblica una proposta sull’IPI
29/01/2016 – La Commissione europea pubblica una proposta modificata sull’IPI
12/06/2019 – Piano d'azione FIEC/EIC/EuDA
17/09/2019 – Documento di posizione FIEC/EIC/EuDA sulla promozione di condizioni paritarie nei servizi di costruzione
11/2019 – La FIEC incontra l'assistente parlamentare del MPE Daniel Caspary (PPE), relatore sull'IPI nella Commissione per il commercio
01/2020 – La FIEC incontra la MPE Inmaculada Rodríguez-Piñero (S&D), relatrice ombra sull'IPI nella Commissione per il commercio
02/2020 – La FIEC incontra l'assistente parlamentare della MPE Liesje Schreinemacher (RENEW), relatrice ombra sull'IPI nella Commissione per il commercio
03/2020 – La FIEC contribuisce al documento di posizione di BusinessEurope

Nel febbraio 2011 l'UE ha adottato la Direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. L’antefatto della Direttiva è che la maggior parte dei beni e dei servizi sono forniti con accordi di pagamento differito, vale a dire che il fornitore concede al cliente un periodo di tempo per pagare la fattura. Sebbene la merce venga consegnata e i servizi prestati, molte fatture corrispondenti vengono pagate ben oltre la scadenza, il che influisce negativamente sulla liquidità e complica la gestione finanziaria delle imprese. Molte PMI falliscono anche a causa di ritardi nei pagamenti. Uno degli elementi principali della direttiva è il diritto dei creditori ad applicare interessi di mora. Inoltre, la direttiva affronta la questione della lunghezza dei termini di pagamento con l'obiettivo di prevenire l'abuso della libertà contrattuale a danno del creditore. Poiché i ritardi di pagamento sono un problema sia nelle relazioni tra le imprese che nelle relazioni tra le amministrazioni pubbliche e le imprese, entrambe le categorie sono oggetto della legislazione. Per quanto riguarda le amministrazioni pubbliche, si applicano regole leggermente diverse, in quanto esse beneficiano di flussi di entrate più sicuri, prevedibili e continui rispetto alle imprese e ottengono finanziamenti a condizioni più vantaggiose.

La Direttiva doveva essere recepita nel diritto nazionale entro Marzo 2013. Da allora, sono state effettuate diverse valutazioni che hanno rivelato come l'impatto della Direttiva sia stato finora limitato. La questione dei ritardi di pagamento figura nella strategia della Commissione Europea per le PMI a partire da Marzo 2020. Secondo questo documento, la Commissione sosterrà gli Stati membri nell'attuazione della Direttiva istituendo strumenti di monitoraggio e di migliore applicazione ed esplorando la fattibilità di meccanismi alternativi di risoluzione/mediazione per le PMI.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Il settore delle costruzioni è particolarmente colpito dai ritardi nei pagamenti, soprattutto a causa delle caratteristiche della catena del valore e dell'elevato livello di conflittualità.
Le imprese di costruzione sono particolarmente vulnerabili di fronte ai ritardi nei pagamenti, poiché di solito hanno l'obbligo di realizzare la costruzione a proprie spese (materiali, macchinari, manodopera) prima di essere pagate. I bassi margini di profitto del settore stanno aggravando il problema e rendono le aziende vulnerabili alle difficoltà circa la liquidità. I ritardi nei pagamenti possono quindi mettere in pericolo l’esistenza stessa di un'impresa di costruzioni. Un flusso di cassa positivo è essenziale per garantire il funzionamento quotidiano di un’azienda, consentendole di espandersi, investire e intraprendere nuovi progetti.
Soprattutto le PMI sono interessate dai ritardi di pagamento, ma anche i grandi appaltatori vanno in sofferenza a causa dei ritardi di pagamento da parte dei loro clienti privati o pubblici. Infatti, le amministrazioni pubbliche spesso pagano più tardi rispetto ai soggetti privati. Una delle priorità fondamentali della FIEC è quindi quella di assoggettare le amministrazioni pubbliche a regole più severe. Esse spesso hanno una posizione dominante sul mercato e fissano le condizioni di acquisto. I ritardi nei pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche innescano un "effetto valanga" per l'intera catena del valore a scapito degli appaltatori principali e dei subappaltatori. Inoltre, le lunghe procedure di verifica causano problemi al settore in quanto si aggiungono ai termini di pagamento e sono spesso utilizzate per ritardare artificialmente il pagamento.

Attività e date chiave

16/02/2011 – Adozione della Direttiva
16/03/2013 – Termine ultimo per il recepimento nel diritto nazionale
26/08/2016 – Relazione sull'attuazione della Direttiva
06/2018 – Studio della Commissione Europea sulle transazioni tra imprese
01/2019 – Partecipazione della FIEC alla consultazione informale
01/2019 – Relazione di iniziativa del Parlamento europeo
13/03/2019 – Presentazione della Commissione Europea alla riunione ECO PLEN
21/10/2019 – Giornata di riflessione della Commissione Europea sul tema dei ritardi di pagamento
03/2020 – La FIEC contribuisce alla relazione della Commissione Europea sui ritardi di pagamento nel settore delle costruzioni
Seconda metà 2020 - Valutazione d'impatto della Commissione europea sulle future azioni legislative e non legislative

L'attuale quadro legislativo che stabilisce le norme per gli appalti pubblici è costituito dalle tre Direttive adottate nel 2014 (2014/23/UE sulle concessioni, 2014/24/UE sugli appalti "classici" e 2014/25/UE sugli appalti di “servizi di pubblica utilità”). Tali norme mirano a garantire che le procedure di appalto pubblico siano trasparenti ed eque.

Nell'ottobre 2017, la Commissione Europea ha pubblicato un pacchetto di misure legislative, per lo più non vincolanti (di orientamento), volte a contribuire all'attuazione delle direttive. Ha promosso l'"uso strategico" degli appalti pubblici (cioè l'utilizzo di criteri innovativi, ecologici, sociali/societali), così come la professionalizzazione dei committenti pubblici (cioè il rafforzamento delle competenze).

Diverse strategie recenti pubblicate dalla nuova Commissione prevedono numerose iniziative in materia di appalti pubblici. La Commissione prevede di proporre ulteriori norme e orientamenti per gli appalti pubblici verdi. È importante sottolineare che la Commissione presenterà criteri ecologici minimi obbligatori per gli appalti pubblici nell'ambito delle iniziative settoriali, dei finanziamenti UE o di una regolamentazione specifica per prodotto, vale a dire definirà una definizione comune di acquisto ecologico. Peraltro, la Commissione proporrà uno strumento di screening per gli appalti sostenibili che garantisca l'ecologizzazione dei progetti di infrastrutture pubbliche. Inoltre, si prevede di utilizzare dei livelli per la valutazione integrata del ciclo di vita negli appalti pubblici. Per quanto riguarda le PMI, la Commissione Europea chiederà alle amministrazioni aggiudicatrici di utilizzare la flessibilità offerta dal quadro degli appalti e di lanciare un'etichetta "PMI-friendly" per le amministrazioni aggiudicatrici. Queste iniziative sono tutte all'inizio e la Commissione Europea è lieta di ricevere qualsiasi tipo di input.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Questo tema è cruciale per le imprese di costruzioni perché rappresenta un'elevata quota di opportunità di business, soprattutto quando si tratta di lavori pubblici.

Per quanto riguarda il pacchetto di orientamenti pubblicato dalla Commissione nel 2017, la FIEC ha accolto con grande favore queste misure, in particolare la professionalizzazione dei committenti pubblici, ma si è mostrata più scettica sulla forte promozione degli "appalti strategici" (cioè che includono criteri innovativi, ecologici e sociali/societali). Questi criteri non sono chiaramente definiti e talvolta si discostano in modo significativo dal principio tradizionale dell'acquisto al miglior rapporto qualità-prezzo, che può mettere a rischio la parità di condizioni tra i vari offerenti.

La FIEC sta attualmente preparando gli input per le prossime iniziative sugli appalti pubblici.

Attività e date chiave

2014 – Adozione delle Direttive sugli appalti pubblici
10/2017 – Pacchetto di orientamenti della Commissione Europea in materia di appalti pubblici
04/05/2018 – Documento di posizione della FIEC sul pacchetto 2017
03/10/2018 – Risoluzione del Parlamento Europeo sul pacchetto 2017 (plenaria)
02/2020 – Piano di investimenti per l'Europa sostenibile
03/2020 – Strategia industriale
03/2020 – Strategia PMI
03/2020 – Nuovo piano d'azione per l'economia circolare
24/03/2020 – Incontro della FIEC con la DG GROW sulle prossime iniziative in materia di appalti.

Al fine di onorare gli impegni assunti dall'UE nell'ambito dell'accordo di Parigi a partire dal 2015, la Commissione europea ha istituito nel marzo 2018 un piano d'azione sulla finanza sostenibile. Quest'ultimo comprende tra l'altro un Regolamento sulla creazione di un quadro normativo per facilitare gli investimenti sostenibili noto anche come tassonomia. Tale regolamento è destinato a colmare il deficit di investimenti per quanto riguarda il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell'UE. I diversi approcci nazionali su ciò che può essere classificato come sostenibile dal punto di vista ambientale e il greenwashing ostacolano i flussi di investimento transfrontalieri. Si dovrebbe quindi sviluppare un linguaggio/una metodologia comune su ciò che può essere considerato sostenibile dal punto di vista ambientale. L'obiettivo consiste nel creare criteri uniformi per valutare il grado di sostenibilità delle attività economiche al fine di determinare il grado di sostenibilità ambientale di un prodotto finanziario.

La tassonomia andrà utilizzata ogni volta che un prodotto finanziario verrà classificato come sostenibile dal punto di vista ambientale. Il Regolamento prevede criteri in base ai quali viene valutato il grado di sostenibilità di un'attività economica. Per elaborare questi criteri specifici è stato istituito un gruppo di esperti tecnici (TEG). La proposta della Commissione prevede anche la creazione di una Piattaforma sulla Finanza Sostenibile. Essa assumerà la forma di un tipico gruppo di esperti della Commissione e sostituirà il TEG pur svolgendo compiti simili, vale a dire fornire consulenza alla Commissione europea sui criteri specifici.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Il settore delle costruzioni svolge un ruolo di primo piano nell'ultimo rapporto del TEG e sarà probabilmente oggetto di future relazioni. Diverse attività di costruzioni che hanno il potenziale di mitigare il cambiamento climatico sono trattate in questo rapporto: costruzioni di infrastrutture di trasporto; costruzioni di progetti idrici; costruzioni di nuovi edifici; ristrutturazione di edifici esistenti; misure di ristrutturazione individuali, installazione di energie rinnovabili in loco e attività professionali, scientifiche e tecniche, acquisizione di edifici.

Oltre al suo utilizzo iniziale per i prodotti finanziari, la tassonomia potrebbe essere applicata nella futura legislazione UE, ad esempio per l'assegnazione di fondi UE o nel settore pubblico (cfr. Piano di investimenti per l'Europa sostenibile). È stato già chiamato "piano sugli appalti per il futuro". Pertanto, la tassonomia potrebbe avere un impatto considerevole sul finanziamento delle imprese stesse e dei singoli progetti di costruzioni. Essendo il settore delle costruzioni un elemento centrale del rapporto tecnico e della futura tassonomia, sarebbe opportuno intervenire per garantire un'adeguata rappresentazione del settore delle costruzioni nella Piattaforma sulla Finanza Sostenibile. L'attuale TEG è composto per lo più da rappresentanti del settore finanziario, mentre il numero di rappresentanti dell'economia reale è basso.


Attività e date chiave

24/05/2018 – La Commissione europea emette la sua proposta
28/03/2019 – Decisione del Parlamento sulla sua posizione
18/06/2019 – Relazione tecnica del TEG sulla tassonomia
18/12/2019 – Accordo interistituzionale
14/01/2020 – Piano di investimenti per l'Europa sostenibile
02/2020 – La FIEC incontra la DG FISMA
09/03/2020 – Relazione tecnica finale del TEG sulla tassonomia
12/03/2020 – Riunione di dialogo con gli stakeholder sulle relazioni finali del TEG
05-06/2020 – Invito della Commissione europea a proporre esperti per la piattaforma sulla finanza sostenibile

La politica per una rete transeuropea dei trasporti (Trans-European Transport Network, TEN-T) mira ad eliminare le strozzature, a realizzare i collegamenti mancanti, a migliorare l'interoperabilità tra i diversi modi di trasporto e tra le infrastrutture di trasporto regionali e nazionali e ad integrare le aree urbane nella rete. Inizialmente istituita con il Trattato di Maastricht, la sua ultima revisione risale al 2013. Il Regolamento 2013 distingue tra una rete globale e una rete centrale - la prima comprende le aree remote, la seconda contiene i corridoi di "massima importanza strategica". Secondo il regolamento, la rete centrale dovrebbe essere completata entro il 2030, mentre la rete globale dovrebbe essere realizzata entro il 2050. Una revisione degli orientamenti per la TEN-T è prevista nel 2021.

Al fine di promuovere gli investimenti nella TEN-T e di raggiungere l'obiettivo della politica, nel 2013 è stato creato uno strumento di finanziamento specifico, il Meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility - CEF). Per il periodo 2014-2020, il budget totale del CEF ammonta a 29,9 miliardi di euro, di cui 23,4 miliardi di euro sono destinati al settore dei trasporti. Di questo importo, 11,3 miliardi di euro sono riservati a progetti negli Stati membri ammissibili al Fondo di coesione. Dal 2014 sono stati sostenuti 763 progetti con circa 22,05 miliardi di euro di finanziamenti UE.

Inoltre, la Commissione europea vuole accelerare il completamento della TEN-T attraverso il Regolamento sulla razionalizzazione delle misure per far avanzare la realizzazione della rete dei trasporti transeuropea. L'obiettivo è quello di creare un ambiente normativo di supporto e di introdurre procedure efficienti, poiché l'attuazione dei progetti TEN-T è influenzata da procedure amministrative complesse e dall'incertezza normativa. La proposta è ancora in discussione al Consiglio.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
Investire nella TEN-T non è solo un investimento nelle infrastrutture di trasporto, ma è vantaggioso anche per i settori collegati, come il settore delle costruzioni. Il completamento della TEN-T è quindi fondamentale per il nostro settore.
Purtroppo, il CEF è attualmente fortemente sottofinanziato. La maggior parte delle risorse è già stata utilizzata nei primi due anni. Se il budget del CEF per i trasporti non aumenterà nel 2021-2027, il completamento della rete centrale sarà a rischio a causa risorse di bilancio insufficienti. Infatti, il completamento della rete centrale entro il 2030 richiede più di 750 miliardi di euro. La FIEC è fortemente a favore di un budget più ampio per i trasporti e del mantenimento di elevati tassi di cofinanziamento. Al fine di essere più attiva sulla questione, dall'ottobre 2017, la FIEC partecipa alla campagna "Più budget Europeo per i trasporti – il miglior piano di investimenti per l’Europa", che riunisce diverse associazioni del settore dei trasporti.

La FIEC ha anche partecipato alle consultazioni sul regolamento relativo alle misure di razionalizzazione e sul regolamento TEN-T del 2013. La FIEC ha sottolineato che l'attuazione della TEN-T è ostacolata da lunghe e onerose procedure di autorizzazione e da differenze nelle pratiche di appalto pubblico. La FIEC sostiene inoltre che la rete non deve riguardare solo le nuove infrastrutture, ma deve includere le attività di manutenzione e l'adattamento delle infrastrutture ai nuovi tipi di veicoli.

Attività e date chiave

09/2016 – Partecipazione della FIEC alla consultazione sul regolamento relativo alle misure di razionalizzazione
10/2017 – Adesione della FIEC alla campagna "More EU budget for transport"
21/09/2018 – Documento di posizione della FIEC sul CEF
07/2019 – Partecipazione della FIEC alla consultazione sul regolamento TEN-T del 2013
metà-2020 – Risultati della valutazione del regolamento TEN-T
2021 – Proposta di revisione del regolamento TEN-T

Nel maggio 2017, nell'ambito del 1° pacchetto mobilità, la Commissione europea ha proposto di rivedere le regole riguardo ad alcuni aspetti sociali nel trasporto stradale (ad esempio i periodi di guida e di riposo del conducente), in relazione all'uso di tachigrafi (digitali) a bordo dei veicoli.
In linea di principio, tali regole onerose e costose non si applicano ai conducenti delle imprese di costruzione e ai veicoli commerciali leggeri.
Tuttavia, in alcuni paesi, la norma è applicata in modo più esteso e include i "conducenti del settore delle costruzioni", come se appartenessero all'industria dei trasporti.

Perché la FIEC si occupa di questo argomento
La FIEC, in collaborazione con l'EBC (la Confederazione Europea dei Costruttori), si è espressa a favore dell'estensione delle attuali esenzioni all’uso obbligatorio del tachigrafo a bordo dei veicoli, in quanto le imprese di costruzioni sono piccole strutture mobili che operano entro un perimetro limitato, piuttosto che imprese di trasporto su strada. In alcuni casi specifici, esse trasportano anche materiali deperibili (ad esempio, calcestruzzo preconfezionato), che chiaramente non sono da trattare come merci "normali".

Nel dicembre 2019, il Consiglio e il Parlamento europeo hanno finalmente raggiunto un accordo politico, che riconosce il fatto che le imprese di costruzioni non sono in effetti imprese di trasporto su strada. Pertanto, è stata introdotta un'ulteriore esenzione per i veicoli da costruzione più pesanti che trasportano macchinari, nonché per i veicoli che trasportano calcestruzzo preconfezionato.

Attività e date chiave

Maggio 2017 – Proposta della Commissione europea
Autunno 2017 - primavera 2019 – Numerose azioni di lobby della FIEC nei confronti del Parlamento europeo (riunioni, documenti di posizione, raccomandazioni di voto, comunicati stampa), in collaborazione con la Confederazione europea dei Costruttori (European Builders Confederation, EBC)
03/12/2018 – Il Consiglio ha adottato la sua posizione ("orientamento generale")
04/04/2019 – Il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione ("risoluzione")
Autunno 2019 – Negoziati di trilogo / Azione di lobbiyng della FIEC nei confronti dei nuovi MPE incaricati (dopo le elezioni del PE)
Dicembre 2019 – Accordo politico raggiunto in sede di trilogo
22/01/2020 – Comunicato stampa congiunto FIEC-EBC che accoglie con soddisfazione i risultati